ultima settimana di maggio: il profumo dei tigli

L’ ho sentito prima di vedere gli alberi fioriti, l’ ho sentito da lontano, lo ricordo da quando ho abitato in un viale alberato da tigli, ne ero così affascinata che ho portato in casa un ramo fiorito, l’ho messo in un vaso sul tavolo e mi sono ritrovata il giorno dopo, sotto i fiori caduti e appassiti, la vernice del tavolo corrosa.

Sono ancora fioriti la lonicera caprifoglio, la passiflora, gli oleandri e il gelsomino officinale. Il gelsomino è stato messo nel nostro giardino da Mara, la mia vicina, io non mi sarei mai attentata, perché è una pianta da clima mediterraneo e nel bel mezzo della pianura padana, il clima non è gentile come vicino al mare o in collina, ma ormai, comincio anch’ io a lasciare questi pregiudizi sul tempo.  Per ora il gelsomino del nostro giardino profuma come quello del Lago di Garda o della Sicilia, Mara lo ha messo addossato a un tronco di prunus che si era seccato, ora il gelsomino è alto due metri, ha superato il tronco e cerca un appoggio per far correre le sue cime, come la passiflora che ha cominciato a correre sui fili da stendere.

Sono al 148° giorno dell’anno di questo calendario fenologico non sistematico; la prima volta ne feci uno nel 1990, facevo ancora la giardiniera e avevo più contatti con le piante, cercavo di adottare le sigle per le fasi fenologiche prese da un manuale di botanica. Ero più sistematica, ma arrivai solo ai primi cento giorni dell’anno. Trasferirò questa agenda e i suoi dati nella categoria botanica per poter fare confronti in futuro.

22 maggio La nebbia si diffonde sul rhus cotinus; il giorno delle rose

intorno ai frutticini il rus cotino fa crescere una spumosa barba in questo periodo e così questo cespuglio si chiama anche l’albero della nebbia, sono un po’ in ritardo con questa annotazione, i peletti avevano cominciato a crescere già una decina di giorni fa.

E in anticipo di un giorno festeggio i 300 ANNI DALLA NASCITA DI LINNEO avvenuta IL 23 MAGGIO 2007. Grazie Linneo e a questo proposito, tra me e me , mi scuso con lui: è vero, io preferisco Goethe e condivido le critiche che egli gli rivolge, ma voglio ricordare che il suo lavoro è comunque prezioso e che alcuni anni fa, quando lessi i suoi Fondamenta di Botanica, l’ho ammirato per la sistemazione “numerica ” di ogni enunciato e per l’ordine che senz’altro è riuscito a fare nel sapere di quel tempo. Mi scuso anche perchè io ho sempre scelto di parlare di vegetali con un linguaggio comune ( rifiutando parole come amento, glabro, sessile, dioico), tuttavia al momento di questa scelta, ero lo stesso informata, conoscevo i nomi latini delle piante necessari alla precisione nel riferire. Adesso, passati alcuni anni e non più così vicina per lavoro a questa materia, il mio sapere va rinnovato e mi ripropongo di tornare a manuali e a nomi latini quando questo è necessario.

Ancora un festeggiamento: il mio onomastico in ricordo della santa delle rose

15 Maggio: oggi

fiorisce il gelsomino, la passiflora, il cotoneaster, l”albero dei caki .

ha già qualche fiore il melograno

L’uva ha grappoli di fiori ancora chiusi, il durone e le ciliege colorano i frutti

L’albicocco ha i frutti verdi, così il noce…..

Continua a disseminare il pioppo da carta, volano fiocchi singoli, ma anche cadono matasse intere di cotone agglomerate, il tempo quest’anno ha bagnato i piumini mentre stavano per aprirsi, la pioggia li ha attaccati prima che volassero via,ora volano straccetti bianchi….

Il terzo racconto: il paese di Legnostorto

ovvero: discorso sull’introvabile natura vegetale degli umani.

Avrete forse, se qualche volta vi e’ capitato di attraversare la nostra pianura per un lungo tratto senza percorrere l’autostrada incontrato un piccolo paesino di nome Legnostorto. Nessun nome e’ stato messo con tanta cognizione di causa perche’ ogni passante si accorge che quel paese ha viali alberati in tutte le direzioni, e parchi e giardini vasti, ma tutti abitati da alberi particolarmente brutti, storpi, storti, dalle fogge umane disumane, proprio come gli alberi terrorifici dei boschi di fiaba.

Cosa strana e’ che nonostante il nome e lo spettacolo orrendo, tutti, a cominciare dal sindaco fino al piu’ umile dei compaesani, si danno un gran daffare per ornare di verde la loro citta’. Riunioni, studi, investimenti, lavoro sono ogni anno destinati ai concittadini vegetali senza che essi ne possano trarre vantaggi evidenti.

La prima volta che attraversai quel paese fu sulla ferrovia: i miei pensieri che volavano veloci e inconsapevoli come le immagini dal finestrino, si interruppero sulle punte spezzate di quegli alberi; fin dal primo limite del paesello all’altro limite non c’era un albero che mostrasse una punta di ramo. Il mio interesse per quel paese divenne da quel momento speciale essendo io uno studioso dell’umanita’.
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12 maggio 2007. la foto della ghianda neonata

ghianda piccola

ecco la foto che mostra  tra le foglie due ghiande neonate. Prima che l’uovo venisse fecondato, a occhio nudo si sarebbe  potuto  osservare un piccolo pallino verde sormontato da due filamenti pelosetti e adatti a catturare il polline volante… questa è una foto vecchia, ma ora sono scesa in giardino a osservare le querce di casa mia e ho trovato lunghi peduncoli con appese ghiande neonate più simili in grandezza alla ghianda più piccola. Come potete ammirare, ho imparato a inserire immagini nel blog, ora il calendario fenologico potrà essere più immediato.

oggi 3 maggio: fiorente maggio ma anche tempo di dissemina

Ha seminato e disseminato l’olmo e a scuola abbiamo interrato in una vaschetta le girandole dell’olmo.
Sta seminando il pioppo coi suoi piumini.
Sarà stato il pioppo ad insegnarci a far germogliare i semi nel cotone bagnato?
Anche il tarassaco quest’anno continua a fabbricare soffioni in grande quantità.
Coi bambini abbiamo provato a copiare le forme di questi semi volanti.
Le pesanti ghiande stanno germogliando, ma attenzione le ghiande che germogliano sono i frutti dell’anno scorso.
I grappolini di polline delle querce si sono seccati e forse sono già caduti, ma dove sono le ghiande neonate ? Cercare per trovare.

Oggi 3 maggio: fiorente maggio

Aggiornamento sul giardino della scuola: Nel giardino roccioso sono pronti i boccioli della santolina, la saponaria è tutta in fiore, l’ oenotera rosa ha due fiori sbocciati e tanti boccioli, anche il timo odoroso è in fiore e la pimpinella che cresce spontanea tutti gli anni e aumenta di numero i suoi ciuffi avrà fiori tra poco, la vinca, messa da poco, ha rari fiori. L’ entrata nel giardino della scuola è inondata dal profumo fortissimo della ginestra, spero che i bambini conservino il ricordo di questo profumo.
Nell’ orto-giardino, nell’ aiuola dell’ibiscus, stanno fiorendo papaveri spontanei, tanta camomilla, l’insalata dell’ anno scorso sta andando in fiore, i margheritoni perenni sono fioriti, ma nascondono sotto ogni fiore molti pidocchi.
Nell’aiuola dell’ acero sono fioriti gli iris viola e le salvie officinali ed è rinata l’artemisia. Nell’aiuola della kerria sono spuntati i gladioli e gli agli ornamentali piantati dai bambini di tre anni; nella stessa aiuola la lunaria sta trasformando i suoi fiori in lune verdi. L’aiuola del melograno ha il melograno tardivo con i germogli appena spuntati, il rosmarino tace, e intorno oltre alle molte erbacce sono nati dei girasoli dai semi lasciati nel terreno l’anno scorso. Nel giardino a prato grande è fiorito il cotoneaster e di nuovo abbiamo dovuto transennare l’ intera aiuola al centro della pista delle biciclette, per lasciare lavorare le api senza pericolo per i bambini. Tra i cespugli è fiorita la vegelia, la spirea arguta è sfiorita come il lillà , la spirea bumalda non mostra ancora i fiori. Tra gli alberi è fiorito invece l’ippocastano, Il noce ha molti malli verdi, l’acero saccarino mostra le samare Maggio fiorente maggio, non si finisce di nominare fiori, frutti e nascite vegetali..mi fermo qui lo stesso e spero di tornare presto a prendere appunti.