oggi 29 Ottobre: il sole illumina sugli alberi i colori dell’autunno

Infine arrivano: il giallo brillante del  tiglio, più rosato nel  liriodendro. Si colorano bene le foglie del saccarino: si schiarisce il verde e poi vira al giallo , all’arancio , al rosso cupo magari nella stessa foglia. Il topinanmbur ha simili tonalità e può far vincere il rosso acceso, il bordeau o il giallo. L’olmo è arrivato sofferente a fine stagione e il suo giallo riguarda solo poche foglie rimaste attaccate, anche il pioppo ha rinunciato alle foglie anzitempo,  ce l’ha fatta a diventare giallo l’acero campestre, mentre quest’anno ha sofferto di più la sete il negundo. Il carpino ingiallisce le prime foglie come il prunus selvatico e l’amareno. Tutto sommato c’è ancora molto verde e cespugli e alberi si sono ripresi durante l’ultima pioggia. In montagna a castagne, due settimane fa, nei dintorni di Serra (a  Faeto) ho avuto una brutta sorpresa, i castagni hanno sofferto molto: hanno lasciato le foglie anzitempo, sono ormai spogli o poco colorati e i ricci sono caduti, ma sono più piccoli del solito e le castagne anche.

Oggi 26 ottobre: Chi conosce vede: i prataioli e poi la maturazione dei cachi

Uno sconosciuto ha suonato il clacson: sono uscita, mi ha chiesto se può raccogliere i funghi del mio giardino, i funghi dei pioppi li abbiamo già raccolti una volta e mangiati con la polenta, ma  quel signore indicava una zona del mio giardino  diversa da quella conosciuta da me. “vada pure” , ho detto.  Chi conosce vede, dopo che una cosa è conosciuta la vedi ovunque si trovi, e impari a conoscere dopo che ti sei stupito, dopo che hai provato attrazione, dopo che hai corteggiato e amato per lungo tempo nel tentativo di avvicinarti e comprendere. E’ così per il moroso, per i funghi, per le piante e per ogni oggetto del sapere. Peccato che la scuola pensi che la conoscenza  arrivi per fatica e studio noioso, anziche per amore e pene d’amore in esso comprese.Ma ritorniamo a l nostro calendario ormai a singhiozzo:Tempo di funghi perchè piove  da due giorni,  il melograno è carico di frutti  che ormai vanno raccolti, e le ausiliare della mia scuola lo sanno perche le delizio quotidianamente con una cesta di melograne. Il caco  porta frutti numerosi, a diverso grado di maturazione, precoci rispetto all’anno scorso  perchè ero abituata a  vedere la maturazione dei frutti dopo la caduta delle foglie, ma forse sono le foglie che quest’anno  sono verdi per più tempo  e non vengono ancora staccate dall’albero. Segno  perciò la data  a verifica dei futuri anni.

il mio blog si è addormentato e si risveglia d’autunno..forse. Oggi 3 ottobre

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Ammalata, per muovermi, sono andata a passeggiare in campagna, i vicini stanno raccogliendo le mele, la raccolta dell’uva è finita e le foglie della vigna trascolorano. Il sole del dopopranzo è di un caldo estivo, ma appena viene adombrato da un filare, l’aria si fa fresca. Nel mio giardino i topinambur sono cresciuti proni a terra, il fusto fa un inchino e solo il fiore si rialza verso il sole, più storti di me che sono bloccata con la schiena. Grazie a questo dolore, che mi ha fermata dal volerci essere (al lavoro) dal voler avere sempre ragione, dal voler giudicare… e grazie ai topinambur di prostrarsi con me. Solo quelli all’ entrata della casa. Quelli in mezzo al giardino sono verticali, ma anche il fiore grande dell’ ibiscus da canna è prono e anche gli esili settembrini. La causa potrebbe essere l’alternanza di periodi prolungati di siccità alternati a focosi temporali ventosi e snervanti per ogni pianta che non abbia un fusto legnoso. Sui settembrini selvatici e azzurrognoli volano farfalline dello stesso colore. Ho fatto la foto . Poi sono andasta a posare la mia dolorante schiena sul tronco della quercia. Roberta, amica e terapista mi ha indicato un esercizio da fare al muro per riallontanare delicatamente le vertebre dorsali, ma al muro non mi riesce; sulla quercia sì: è calda e accogliente.