il mio blog può ancora dormire: rispetto agli altri anni il risveglio vegetale è ritardato

le temperature sono ancora troppo basse e i boccioli e le gemme si gonfiano ma non si aprono. Iniziano a muoversi le gemme a fiore dell’olmo, fanno capolino le infiorescenze dell’acero saccarino, chiusi i boccioli del viburno tino qui in campagna, ma in un giardino, su un muro a sud, l’ho visto cominciare a fiorire. I pettirossi sono a spasso a una spanna da terra, numerosi quest’anno, li ho visti addirittura litigare tra loro. Gli altri anni ne vedevo una coppia nel retro della casa e una  davanti, ma quest’anno ce n’è almeno un’altra sul lato. Passeri non se ne vedono più o quasi, dicono siano state le gazze e le ghiandaie  a mangiarseli tutti nei nidi. Gazze e ghiandaie ce ne sono tante e le ghiandaie girano ancora con noci e ghiande nel becco, il picchio direi, prepara il nido sul salice che è tutto un buco e una fessura, d’altro ci sono le ballerine e le cince,  le cinciarelle, qualche piccolissimo, forse,  scricciolo grigio, gli storni e i merli, le civette e poco lontano ma più in campagna  i falchetti e le poiane

il picchio verde lo vedo di rado, solo a mangiar cachi, ma di verde c’e qualche altro piccolo uccellino che ancora non so definire.

Purtroppo qualche giorno fa un delitto in giardino, una dura battaglia per debellare un bamboo, messo al centro tra l’orto e il prato laterale, è stato bello , ci ha fatto ombra nei pomeriggi d’ estate ma non riuscivamo più a controllarlo, volevamo solo contenerlo, poi non ci siamo fermati più, e ancora lottiamo con le radici, moltiplicate come una gramigna di ferro, prima a mano, col fuoco, con la trivella e adesso con cosa? la battaglia è aperta, ma il bamboo ancora in piedi.

Scrivere ogni giorno di fiori, giardino, uccelli e piccole cose….

se non scrivo, non ho avuto tempo di soffermarmi un attimo a meditare il giardino.

A volte devo ammettere, preferisco pensarlo e meditarlo, piuttosto che coltivarlo…mmm

Ma avere  quotidianamente un momento per soffermarsi sul giardino o sul pettirosso,

o avvistare un picchio,

è una gradevole distrazione dagli affari umani e sociali, molto molto tristi  di questi tempi.

Il tempo meteorologico ci dà molto da pensare, ma con che tranquillità e silenzio le piante tornano a fiorire e i frutti e poi  i colori,

e la poiana che sta sempre su  quel palo alla stessa ora,

tutto torna,  o varia di poco e mi consola .

E il silenzio o le voci discrete degli uccelli sono un riposo dal gracchiare televisivo .

Si può tornare a casa ogni tanto? Siamo davvero in grado di vivere soli, tra noi umani soltanto,

soli nei nostri nidi sospesi, nell’aria delle nostre parole, delle nostre menti, delle nostre mercanzie?

C’è un rifugio che non è fuggire, ma tornare  a casa!

Dalla nostra vera e accogliente madre

Alla nostra sorgente

Mercoledì 11 febbraio è nata una farfalla alla scuola dell’ infanzia Malaguzzi di Modena

forse è troppo presto, ma è nata. Era un bozzolo che avevo regalato a una classe perchè lo custodisse per assistere alla nascita. Avevo detto loro di tenerlo protetto da una teca, all’aperto. Le maestre lo ritiravano in sezione ogni sera e lo rimettevano fuori ogni mattina, sarà stato quello? Sarà stata magari l’esposizione al primo sole, ma mercoledì mattina i bambini hanno trovato la farfalla fuori dal bozzolo. L’avranno già liberata: l’ hanno osservata, le hanno dato un nome, hanno cercato di tenerla solo un po’ per vederla e  dal momento che forse non avrebbe trovato di che mangiare perchè è presto per i fiori, allora hanno provato a mettere nella piccola voliera un coperchietto da penna biro pieno di miele e acqua, imitando un fiore?ci siamo messi daccordo che avrebbero aperto la voliera , ma l’avrebbero lasciata lì un po’ di giorni.. Come sarà andata?

Vedere una  nascita o un risveglio dopo la metamorfosi (ma quante volte nasce un insetto?) è emozionante e indimenticabile, un evento che oggi vediamo troppo di rado!

podaliriopodalirio

oggi 6 febbraio 2009 si aprono 5 fiori del gelsomino giallo

questa mattina : grigio, nebbia e poi da mezzogiorno tanta pioggia. Alle 14  il fiume Secchia di nuovo in piena, spaventoso e vangoso  a vederlo dai ponti sulla tangenziale. evidendentemente si  è sciolta la neve sul nostro appennino.

Poi alle 16, mentre ancora pioveva, uno squarcio di luce e innumerevoli uccelli sugli alberi spogli.

Fiorito il calicantus, con meno fiori per adesso degli altri anni e meno odore, fermi i bocciolini del viburno tino, penduli ma chiusi gli amenti dei pollini del nocciolo

e il gelsomino giallo , bizzarro negli ultimi anni perche è fiorito anche in novembre qualche hanno fa, è tornato nella norma fiorendo in febbraio. Mi è piaciuto vedere i fiori aprirsi al sole, di sera, dopo la pioggia a catturare l’ ultimo raggio della giornata.

ecco, per Alberto, una nota di vita.

Tutti i giorni parlo al mio blog nei miei pensieri. Oggi saluto Nero

ma materialmente non arrivo a scrivere e siccome gli amici mi hanno già in numerosi sollecitato, riprenderò da oggi la frequentazione. Riprendo da NERO, il cane di mio fratello Eugenio, che oggi è stato sepolto  nel giardino con i nostri gatti e cani del passato. ciao Nero, sono contenta che tu ti ricicli proprio qui, a nutrire i baincospini, la quercia nata da una ghianda di viale Gramsci, gli aceri campestri trapiantati dall’orto della Madonnina. Sei accanto a Telma, alla gattina di Marilena e  poco lontano da Luna.