il mio blog può ancora dormire: rispetto agli altri anni il risveglio vegetale è ritardato

le temperature sono ancora troppo basse e i boccioli e le gemme si gonfiano ma non si aprono. Iniziano a muoversi le gemme a fiore dell’olmo, fanno capolino le infiorescenze dell’acero saccarino, chiusi i boccioli del viburno tino qui in campagna, ma in un giardino, su un muro a sud, l’ho visto cominciare a fiorire. I pettirossi sono a spasso a una spanna da terra, numerosi quest’anno, li ho visti addirittura litigare tra loro. Gli altri anni ne vedevo una coppia nel retro della casa e una  davanti, ma quest’anno ce n’è almeno un’altra sul lato. Passeri non se ne vedono più o quasi, dicono siano state le gazze e le ghiandaie  a mangiarseli tutti nei nidi. Gazze e ghiandaie ce ne sono tante e le ghiandaie girano ancora con noci e ghiande nel becco, il picchio direi, prepara il nido sul salice che è tutto un buco e una fessura, d’altro ci sono le ballerine e le cince,  le cinciarelle, qualche piccolissimo, forse,  scricciolo grigio, gli storni e i merli, le civette e poco lontano ma più in campagna  i falchetti e le poiane

il picchio verde lo vedo di rado, solo a mangiar cachi, ma di verde c’e qualche altro piccolo uccellino che ancora non so definire.

Purtroppo qualche giorno fa un delitto in giardino, una dura battaglia per debellare un bamboo, messo al centro tra l’orto e il prato laterale, è stato bello , ci ha fatto ombra nei pomeriggi d’ estate ma non riuscivamo più a controllarlo, volevamo solo contenerlo, poi non ci siamo fermati più, e ancora lottiamo con le radici, moltiplicate come una gramigna di ferro, prima a mano, col fuoco, con la trivella e adesso con cosa? la battaglia è aperta, ma il bamboo ancora in piedi.

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