il pettirosso arriva per due volte e per due volte scompare

Forse una femmina di pettirosso è presente, ma non sono sicura, altrimenti non vedo più i passeri mattugia che erano una ventina e mangiavano tranquillamente nelle vicinanze di un picchio verde. Molti sono i picchi verdi in questo giardino di Via Ponte Alto 311. Forse sono una intera famiglia o una coppia: uno scappa appena esco verso il mio giardino delle erbe, l’altro non scappa prima di avermi mandato il suo verso da prendiingiro. Le Cinciarelle dormono sull’abete bianco ma la mattina , quando vogliono cibarsi delle bacche del ligustro, i merli le scacciano. La sera i fagiani vengono ad appollaiarsi sui rami alti e fanno la loro chiacchierata serale. I corvi neri e grigi non mi piacciono, ogni mattina litigano con gazze e ghiandaie, sono molto ignorante in materia di uccelli, ma mi sembra che la presenza di questi grossi uccelli, possa limitare i più piccoli…

I cavalieri degli alberi abbraccianti

Per tutte le bambine e i bambini e per tutti gli adulti ancora bambini che intendono vedere nelle loro città , prima di morire, magari da vecchissimi, un albero, almeno uno solo “integrale” e cioè lasciato a crescere come crescerebbe in un vasto spazio indisturbato e cioè, verso l’alto, da tutti i lati e verso il basso, con grandi rami che magari arrivano quasi a terra tanto che i bambini (del domani) ci potranno salire. Un platano per esempio come quello di Koss in Grecia.

Vogliamo intraprendere una vara battaglia pacifica ma determinata a conquistare l’intoccabilità almeno di un qualche albero nei nostri parchi.

Ho visto giardini scolastici dove tutte le chiome degli alberi sono alzate a tre quattro metri, come si fa a studiare gli alberi coi bambini?

Come si fa a toccare gli alberi? Come si fa a conoscere le diverse espressioni e i portamenti se continuamente li potiamo?

Si può chiedere di fare una qualche eccezzione?

Ora nei parchi di più recente costruzione ,  ci sono alberi finalmente dalla bassa ramificazione, ma saranno mantenuti così anche in futuro? Vogliamo esserne sicuri?

il platano di Koss