27 Gennaio 2013 Sole d’inverno. L’ importanza dellle foglie cadute dagli alberi

Bellissima ora d’aria di giardinaggio. Un freddo secco rende  gradevole il lavoro d’inverno del giardino: io raccolgo le foglie intorno all’albero che le ha lasciate, in questo modo chiedo anche alle foglie di essere ornamentali coi loro tondi intorno ad ogni albero, mentre impedisco all’erba di crescere troppo vicina al tronco per non dover falciare l’erba col decespugliatore e ferire le cortecce dei fusti d’albero. Inoltre le foglie raccolte non coprono tutto  il prato intorno  che può fin da ora tornare a crescere. Mi piace anche vedere in quanto tempo le foglie si decompongono, fenomeno che cambia molto a seconda che le foglie siano di pioppo o quercia o di altro albero, a seconda dello spessore accumulato e  a seconda della pioggia, dell’alternarsi di periodi caldi o freddi e così via… Sotto al pioppo secolare ne ho lasciato un grosso strato che si aggiunge da due anni perchè il giardiniere di prima puliva fino a lasciare polvere e a scoprire le radici. Ora il pioppo è scavato alle radici di almeno venti centimetri e andrebbe riportato terreno e nutrimento.  Io mi aspetto un po’ che le foglie facciano loro il lavoro di restituire terreno.

A Modena c’è uno strano concetto di cura del giardino, quasi come se il giardino fosse una sala da pranzo, tutto deve essere pulito e in ordine, le foglie sono definite “lo sporco” anche nei momenti in cui sono di un bel colore acceso o disegnano tappeti multicolori che brillano alla luce bassa dell’autunno. Il curatore del giardino che mi ha preceduto riempiva quotidianamente sacchi di foglie che portava nella spazzatura, mentre ora le foglie raccolte in cortile intorno a casa vengono ammassate e tritate e messe a strati tra i resti organici nel compost. La parte più lontana del giardino dove ci sono le querce e le siepi importanti, viene lasciato coperto dalle foglie e falciato alla bisogna con le foglie in mezzo. Io credo che gli alberi stessi, il tappeto verde, gli animali del giardino, invertebrati e non, possano tutti sfruttare questa risorsa delle foglie, ognuno in maniera diversa e quindi lavoro molto per fare aiule di foglie, pacciamare con le foglie i cespugli e le perenni  che possono soffrire per il gelo, sposto foglie di qua e di là e poi le guardo come una casalinga guarda i cuscini sopra il divano o il tappeto del salotto.Quest’anno per esempio ho deciso di allungare l’aiuola delle erbe officinale e allora invece di vangare un nuovo pezzo di terra, l’ho per ora ricoperto da un alto tappeto di foglie di nocciolo con la funzione di soffocare il prato e fare prima a preparare il terreno ai nuovi cespugli.

Didattica: alberi al museo 2

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Sarà veramente possibile presso il Museo della Bilancia di Campogalliano, vedere da vicino lo “sbocciare degli alberi in primavera”.  Verranno presentati i modellli di germoglio recuperati sui diversi alberi, montati a mo’ di ikebana su patata (come mostra la foto sopra)

saranno mostrati i germogli di

Frassino, olmo, pioppo bianco o gattice, pioppo nero, prunus, magnolia obovata, acero campestre, fico domestico, ontano, pino, quercia o nocciolo o noce, carpino, ippocastano, albero di giuda…(da definire)

Coi germogli vegetali gli alberi ci mostreranno come crescono, con le infiorescenze e i fiori ci diranno come si riproducono, queste manifestazioni mostreranno e dimostreranno anche il campo di relazioni e interazioni che gli alberi sanno intrattenere con l’ambiente esterno e con gli altri esseri viventi (insetti, uccelli, altri animali, umani).

Inoltre a partire da questa scoperta e avvicinamento alle gemme potremo cominciare a riconoscere gli alberi dei nostri parchi e dei nostri giardini  a prima vista e potremo continuare a seguirli  nel paese quando gli alberi si esprimeranno appieno,  nella tarda primavera e nelle stagioni successive. Saranno tracciati percorsi a uso delle scuole o dei visitatori del  museo per individuare esemplari di piante e siepi in paese, nelle campagne circostanti, nel parco delle casse di espansione.

9 gennaio 2013

Ho potato le rose, togliendo i rami più vecchi e accorciando di molto i rami vitali. Quelle su cui ho fatto l’intervento sono piante molto vecchie e l’anziano signore che le accudiva, non voleva più potarle, l’anno scorso le ho accorciate e sono fiorite molte volte, per la siccità sofferta hanno allungato la pausa d’agosto ma sono fiorite tutto ottobre, novembre, dicembre ed ora alcuni rami hanno le foglie che per il freddo sono rossicce o verde opaco, e addirittura dei boccioli di rosa. Ho deciso di cominciare  a potarle anche per questo. Le ho lasciate un po’ alte prevedendo un possibile gelo sulle cime dei rami tagliati.

Quando ero piccola e i racconti dei santi andavano di moda nella mia famiglia, mi si raccontava sempre che S.Rita faceva fiorire le rose d’inverno, però io nel giardino orto di mia madre, rose d’inverno le ho sempre viste, anche se da noi non c’erano santi…