Incontro agli alberi del giardino di Villa Igea a Modena nella primavera del 2015

Da Svolgere in cinque o sei incontri  con una quindicina di persone circa da mercoledì 27 maggio al 27 giugno

Obiettivo: suscitare interesse verso l’universo vegetale che inconsapevolmente usiamo o frequentiamo in diversi momenti della nostra giornata o vita.

Constatare come l’essere in relazione con questa parte di realtà possa rassicurarci, renderci più consapevoli di noi e degli altri, più rasserenati per avere una relazione che non richiede parole, né doveri, pur ricevendo invisibili doni.

1° incontro LA NATURA AMA NASCONDERSI

Presentazione al gruppo della conduttrice Ritadeglialberi,

passeggiata e poi Caccia al tesoro :ognuno in base a precise istruzioni, raccoglierà un reperto, primo oggetto della propria indagine (il frutto della prima camminata)

2° incontro : ognuno adotterà un albero tra quelli del giardino di cui si cercheranno caratteristiche di specie e individuali, storia, mitologia, narrazioni o immagini di artisti, senza trascurare le proprie suggestioni o impressioni.

Se sarà possibile indagheremo la natura dell’albero: se essere vivente o oggetto inanimato o poco animato, se sensibile o non sensibile. Come vive, come cresce, come costruisce il suo corpo, quali sono le sue manifestazioni che noi sappiamo cogliere in diversi incontri, nelle diverse stagioni, di che cosa ha bisogno per vivere, con chi si relaziona nella sua vita.

Nei successivi incontri sempre attraverso reperti : foglie , rami, fiori , frutta, semi, cercheremo di scoprire cosa abbiamo a che fare noi umani con gli alberi e il mondo vegetale in genere

Gli argomenti che svilupperemo tra quelli citati dipenderanno dalle domande e dagli interessi del gruppo

Si potrà affiggere il cartellino col nome botanico o elaborare una propria nomenclatura o una frase o una poesia sul modello di Pessoa, emulare i botanici come Goethe e Linneo o riprendere un famoso architetto Modenese Leonardi che li fotografava in ogni stagione e ne studiava le ombre proiettate.

Sarà possibile costruire o compilare un taccuino personale con reperti incollabili, foto, frasi, articoli o passi di libri ritenuti significativi per arrivare a una propria narrazione, oppure costruirsi una scatola con reperti sul percorso (legnetti, semi, foglie, ma anche foglietti, foto, parole)

Conducendo il lavoro fornirò informazioni sulla fisiologia degli alberi, sulla botanica, sulla storia del rapporto uomo-paesaggio, sulla mitologia, o sulla presenza dei boschi nelle fiabe o fornirò informazioni sul giardinaggio a seconda delle richieste ma solo nell’ottica di una ricerca che è anche la mia ricerca: cosa ho in comune io, umano, con l’universo vegetale e in generale con le altre forme di vita, qual’è il mio posto, dopo che ho riconosciuto di essere natura anche io?

Lontano dal linguaggio umano, il vegetale offre al pianeta atmosfera e cibo per tutti i viventi aerobici, alleato col popolo dei funghi e dei batteri pone le basi per la successiva evoluzione di tutti gli esseri viventi a seguire; ma presenta già , nelle sue strategie di vita, quei comportamenti che informando di sé l’ambiente circostante, sanno proporre, imporre, offrire o difendere. Senza il codice umano del linguaggio, senza emozioni e sentimenti usa messaggi più universali e intraspecifici, come colori, profumi, refrigerio, per proporci cibi dai sapori accattivanti o usa messaggi repellenti e svianti per allontanarci. Di fronte a un albero, alla sua mirabile organizzazione ed età, di fronte alla sua maestosità, ma di fronte anche alla semplicità delle sue manifestazioni, possiamo anche noi tornare alle nostre radici e immaginarci uomini primitivi immersi in una natura silenziosa e grande, poco dentro alle chiacchiere e alla confusione degli umani, lontano dalle solite faccende sociali, affettive, famigliari o lavorative.

Possiamo sentirci dentro a un silenzio, che pullula di vita.