Diario fenologico dei primi di marzo 2015 al giardino di Freto Modena: erbe spontanee e api

DOPO LA VERONICA, LE API BOTTINANO IL BOTTON D’ORO (CALTHEA PALUSTRIS)

Questo fiore è presente in questo periodo anche in forma di stazione botanica (un tappeto omogeneo), così che le api possono fare un lavoro sistematico, non so se a nettare o a polline.  Il nome  del fiore la dice lunga sullo stato ricco d’acqua dei nostri prati: siamo ormai in una palude.  Dappertutto è rigoglioso e soffice il muschio.

E’ ancora fiorita la veronica, inizia a sbocciare qualche violetta e qualche primula

SULLE VIOLETTE CORNUTE ACQUISTATE E POSTE VICINO ALLE LAVANDE, E’ ARRIVATO UN BOMBIDE NERO E PESANTE, INCURANTE DI PIEGARE IL FIORELLINO FINO A TERRA,  SUCCHIA IL NETTARE..

 

Meteo febbraio 2015 : un mese di neve e pioggia.Nel giardino di Freto le gemme degli alberi e dei cespugli si gonfiano ma rimangono chiuse

Ma appena spunta il sole si aprono le corolle del botton d’oro e le margheritine e le api cominciano le loro raccolte

I prati sono pieni di muschio e sui laghetti improvvisati nelle basse dei prati arrivano gli aironi e le garzette.

25 febbraio 2015 dopo la neve, la pioggia allaga prati e giardini

25 febbraio 2015 dopo la neve, la pioggia allaga prati e giardini

Diario fenologico: IL 25 gennaio 2014, nel giardino di Freto e vicini campi, alcuni noccioli (Corylus avellana) hanno gli amenti dei pollini aperti, fioritura piena per il calicantus, fioritura piena anche per il gelsomino giallo (Jasminum nudiflorum)

Diario fenologico: IL 25 gennaio 2014, nel giardino di Freto e vicini campi, alcuni noccioli (Corylus avellana) hanno gli amenti dei pollini aperti, fioritura piena per il calicantus, fioritura piena anche per il gelsomino giallo (Jasminum nudiflorum)

ALCUNE NOTE PER IL CALENDARIO DEI FIORI E DELLE GEMME

Si annuncia una primavera precoce o sarà solo un anticipo prima di un arrabbiato inverno febbraiolo e incavolato come le febbri del periodo? A Modena e nella pianura emiliana in generale Febbraio riserva sempre delle sorprese spiacevoli anche  se è il mese in cui le gemme degli alberi cominciano a gonfiare e alcune si aprono. Vado a sbirciare le arnie delle api, Alle 16 tutto tace, forse dovevo guardare all’ora di pranzo !

SE LA PRIMAVERA PROCEDERA’ SENZA BRUSCHE RICADUTE, ALLORA SI POTRA’ DIRE CHE L’INVERNO E’ SALTATO E UN AUTUNNO UMIDO E FASTIDIOSO SI E’ ALLUNGATO TRA POCHI GIORNI DI SOLE FRESCHI E LUMINOSI COME E’ STATO OGGI

La tartaruga di terra del giardino si è svegliata ieri a mezzogiorno ed è uscita dalla sua tana, ma non ha mangiato le foglie del cavolo nero che ho raccolto per lei. E’ confusa?  Come me forse, non sa cosa fare?

POTO LE ROSE O ASPETTO ANCORA PER NON RISCHIARE LE GELATE ?

Diario fenologico: 2 gennaio 2015: Gelsomino giallo e Viburno tino.

jasminum_nudiflorumDi solito il gelsomino giallo Jasminum Nudiflora, fiorisce a novembre in qualche fiore, una specie di anticipo della fioritura  piena  che di solito avviene  a fine gennaio e febbraio. Ora il gelsomino  giallo ha ancora qualche fiore, sia nel giardino di Freto ( a Modena), che nel giardino di Fontana di Rubiera. Anche il Viburno tino ha qualche fiore aperto. Un inverno troppo caldo e umido, anche se negli ultimi giorni c’è brina, fin galaverna (solo il 29 dicembre) e la minima di temperatura è pochi gradi sopra lo zero alla mattina.

Amori in corso su un ramo di quercia ai Giardini Ducali di Modena

DUE ADOLESCENTI SI ALLONTANANO DALLA LORO CLASSE E SI CORTEGGIANO APPOLLAIATI SU UN RAMO

 

Quercia fotografata ai giardini Ducali di Modena il 3 Aprile 2014

3 aprile 2014 ai giardini Ducali: cerro

Il ramo che li sostiene è il ramo di un cerro, una varietà della quercia. L’albero a memoria di giardiniere, dovrebbe essere stato posto a dimora circa 25 anni fa e cresce bene perchè in buona posizione ed esposizione e perchè non è mai stato potato.  Le sue branche primarie basse sono robuste e permettono agli umani di scalare l’albero.

ARRAMPICARSI SUGLI ALBERI NON LI DANNEGGIA SE…
Arrampicarsi non danneggia gli alberi se lo facciamo con attenzione, se carichiamo il nostro peso nella parte dei rami più vicina al tronco, se sappiamo che il legno sopporta quattro volte il suo peso (legno sano e di pregio come quello di una quercia vitale )
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Ipottizziamo che i ragazzi pesino insieme poco più di cento chili: devono tenersi sulla porzione di ramo che posta in bilancia ne pesa almeno una trentina, ma non di più. Che bello sarebbe lasciare crescere liberi gli alberi  e poter lasciare i ragazzi e i bambini  ad arrampicare, parlare con loro di come salire  per non danneggiarli. Continue reading

18 Febbraio: Pollini del nocciolo (diario fenologico del giardino)

Una settimana fa scendeva la neve, prima pesante e poi leggera. Molti rami degli alberi si sono spezzati.

Nei pioppi perchè già la linfa correva a gonfiare le gemme a fiori, ho visto il legno tenero e bianco spezzarsi croccante come un biscotto di pasta frolla, si è spezzato così anche un ramo di platano con le sue gemme verdi e rosse, e un ramo di olmo con le gemme  a fiore appena dischiuse “stai dentro dolcezza, non è ancora il tempo!”

Anche un ‘ape ho trovato col polline in tasca, caduta appena sotto il predellino dell’arnia, troppo freddo al ritorno, se avesse raggiunto il predellino le compagne l’avrebbero salvata!

Probabilmente aveva raccolto il polline delle prime veroniche…

Me la sono caricata in macchina pensando di mostrarla  al mio maestro apicoltore e lì al caldo si è ripresa, ma ormai era buio e io lontano dalla sua casa!

Prima della neve, ai primi soli avevo già visto veroniche e margherite, il calicantus ormai sfiorito e fiorellini sparsi sui rami del gelsomino giallo.

Sono pronti i boccioli della cidonia

27 Gennaio 2013 Sole d’inverno. L’ importanza dellle foglie cadute dagli alberi

Bellissima ora d’aria di giardinaggio. Un freddo secco rende  gradevole il lavoro d’inverno del giardino: io raccolgo le foglie intorno all’albero che le ha lasciate, in questo modo chiedo anche alle foglie di essere ornamentali coi loro tondi intorno ad ogni albero, mentre impedisco all’erba di crescere troppo vicina al tronco per non dover falciare l’erba col decespugliatore e ferire le cortecce dei fusti d’albero. Inoltre le foglie raccolte non coprono tutto  il prato intorno  che può fin da ora tornare a crescere. Mi piace anche vedere in quanto tempo le foglie si decompongono, fenomeno che cambia molto a seconda che le foglie siano di pioppo o quercia o di altro albero, a seconda dello spessore accumulato e  a seconda della pioggia, dell’alternarsi di periodi caldi o freddi e così via… Sotto al pioppo secolare ne ho lasciato un grosso strato che si aggiunge da due anni perchè il giardiniere di prima puliva fino a lasciare polvere e a scoprire le radici. Ora il pioppo è scavato alle radici di almeno venti centimetri e andrebbe riportato terreno e nutrimento.  Io mi aspetto un po’ che le foglie facciano loro il lavoro di restituire terreno.

A Modena c’è uno strano concetto di cura del giardino, quasi come se il giardino fosse una sala da pranzo, tutto deve essere pulito e in ordine, le foglie sono definite “lo sporco” anche nei momenti in cui sono di un bel colore acceso o disegnano tappeti multicolori che brillano alla luce bassa dell’autunno. Il curatore del giardino che mi ha preceduto riempiva quotidianamente sacchi di foglie che portava nella spazzatura, mentre ora le foglie raccolte in cortile intorno a casa vengono ammassate e tritate e messe a strati tra i resti organici nel compost. La parte più lontana del giardino dove ci sono le querce e le siepi importanti, viene lasciato coperto dalle foglie e falciato alla bisogna con le foglie in mezzo. Io credo che gli alberi stessi, il tappeto verde, gli animali del giardino, invertebrati e non, possano tutti sfruttare questa risorsa delle foglie, ognuno in maniera diversa e quindi lavoro molto per fare aiule di foglie, pacciamare con le foglie i cespugli e le perenni  che possono soffrire per il gelo, sposto foglie di qua e di là e poi le guardo come una casalinga guarda i cuscini sopra il divano o il tappeto del salotto.Quest’anno per esempio ho deciso di allungare l’aiuola delle erbe officinale e allora invece di vangare un nuovo pezzo di terra, l’ho per ora ricoperto da un alto tappeto di foglie di nocciolo con la funzione di soffocare il prato e fare prima a preparare il terreno ai nuovi cespugli.

9 gennaio 2013

Ho potato le rose, togliendo i rami più vecchi e accorciando di molto i rami vitali. Quelle su cui ho fatto l’intervento sono piante molto vecchie e l’anziano signore che le accudiva, non voleva più potarle, l’anno scorso le ho accorciate e sono fiorite molte volte, per la siccità sofferta hanno allungato la pausa d’agosto ma sono fiorite tutto ottobre, novembre, dicembre ed ora alcuni rami hanno le foglie che per il freddo sono rossicce o verde opaco, e addirittura dei boccioli di rosa. Ho deciso di cominciare  a potarle anche per questo. Le ho lasciate un po’ alte prevedendo un possibile gelo sulle cime dei rami tagliati.

Quando ero piccola e i racconti dei santi andavano di moda nella mia famiglia, mi si raccontava sempre che S.Rita faceva fiorire le rose d’inverno, però io nel giardino orto di mia madre, rose d’inverno le ho sempre viste, anche se da noi non c’erano santi…

15 marzo: i pioppi ibridi e i pioppi neri

Gonfiano le gemme dei pioppi neri, spuntano gli amenti, nei maschi del cortile  di Freto gli amenti sono visibili perchè rossastri e più sviluppati. A terra le pellicine delle gemme piene di propoli attaccaticcio. Sul pioppo dai fiori maschili, i passeri (mattugia) mangiano non so se dalle gemme o dagli amenti ancora acerbi. Gli olmi hanno gia i frutticini che crescono, sull’albicocco è già visibile qualche fiore, il prunus  è quasi tutto fiorito in citta ma qui è indietro, anche il prunus pissardi comincia a fiorire e a germogliare sulle punte. Il frassino  maggiore ha buttato  le infiorescenze ancora scure , acerbe, corte…Ieri sera ho visto addirittura un pipistrello. Non si vede più il pettirosso e il lillà (syringa) comincia a germogliare. Tempo fa lessi che il lillà era un indicatore dell’ affermarsi della primavera. Bene allora ci sono speranze!

Le api sono sugli amenti del salice caprea. povere le nostre api! In quante famiglie sono morte in questo maledetto febbraio nelle arnie! La varroa o la lotta alla varroa ne diminuisce il numero e basta poco per farle morire in inverno per un freddo prolungato.

IL dramma è che la varroa si è messa a riprodursi nelle cellette dove ci sono le pupe delle api in formazione, lì nasce questo maledetto parassita e se nascono in due si accoppiano anche, nutrendosi dell’ ape in formazione, così quando gli apicoltori fanno un trattamento con un prodotto naturale devono  fermare per un po’ la regina e/o togliere la covata per  cercare in tutti i modi di debellare anche la varroa in celletta. Speriamo che qualcuno trovi un rimedio o  si rinforzi un’ ape in grado di combattere la crescita esponenziale della varroa.