Formazione insegnanti per VerdeVivo “esplorazione piante nel giardino scolastico e parco vicino a Modena anno scolastico2020/2021

Gimnosperme o Angiosperme?

Alle gimnosperme appartengono le ginkgoine, le cicadine e le conifere.

Qui vi voglio parlare delle Conifere cioè di quegli alberi che producono coni come organi per la loro riproduzione. Nelle nostre scuole del comune di Modena sono presenti pini, abeti, cedri, tuye, libocedri, tassi, ginepri…

Nel linguaggio comune i coni o strobili, che portano ovuli femminili, giunti al termine della maturazione, vengono chiamati pigne.

Le conifere difendono i loro semi addirittura con scudi di legno, li proteggono in corpi molto robusti e ben serrati anche per più di un anno…1 Allora perché sono chiamate “a seme nudo”?

Sono chiamate così perché Il seme femminile che deve essere fecondato non è collocato in un gineceo (cioè in una camera dove avverrà la fecondazione e la trasformazione in frutto).

Nei fiori, propriamente detti, l’ovulo o gli ovuli sono inseriti in una camera adatta raggiungibile attraverso un canale sormontato da uno o più stimmi

La presenza dei fiori nei ritrovamenti fossili delle piante compare addirittura dopo 180.000 anni dopo le gimnosperme e contemporaneamente a queste piante con fiori, sono ritrovabili gli insetti impollinatori.

Le conifere per la fecondazione si servono del vento e i loro coni maschili o femminili si comportano come gallerie del vento per il lancio dei pollini prima, dei semi poi.

Schermata 2021-01-31 alle 16.24.58                                                               Coni polliniferi di pino

Schermata 2021-01-31 alle 16.36.43                                                          pollini di cedro atlantico

 

Allora, se ci sono conifere nei vostri giardini scolastici, siate pronte all’osservazione perché i bambini spesso spontaneamente raccolgono i coni polliniferi o maschili dei cedri da settembre a novembre, raccolgono i coni polliniferi o maschili dei pini e degli abeti in primavera.

Per tutto l’inverno o la primavera raccolgono le pigne (di abeti, tuye, pini, cipressi)

Schermata 2021-01-31 alle 16.47.52                                                                            !) cono femminile di abete rosso                

 

Schermata 2021-01-31 alle 16.48.48                                                                                   2) cono femminile di pino                  

Schermata 2021-01-31 alle 17.02.11                                                                                 3) coni femminili di tuja

A volte i bambini raccolgono anche coni immaturi, cioè piccole pigne che sono state abbandonate prima della loro maturazione. In loro è più facile vedere la forma di cono per la loro compattezza.

I bambini raccolgono in inverno, i coni femminili dei libocedri che si aprono in tre parti per far volare, da sotto ogni ala, i loro semi.

Schermata 2021-01-31 alle 17.59.13                                                             coni femminili di Libocedro

 

Schermata 2021-01-31 alle 18.03.17                                                              coni maschili di Libocedro

I libocedri sono anche i primi, tra queste piante, a mandare nuvole di polline (da piccolissimi coni) fin dai primi di febbraio. Per controllare se i pollini sono pronti a prendere il volo, battere leggermente sui rami per vedere nuvole di polverina gialla.

 

 

 

 

1Per esempio il pino austriaco impiega 3 anni dalla fecondazione alla dispersione del seme.

 

 

 

 

Una mostra fotografica sul risveglio degli alberi. Museo della Bilancia di Campogalliano Modena dal 2016

Schermata 2016-08-31 alle 07.45.38

Questa mostra è dedicata al risveglio primaverile degli alberi

Le istantanee sono state scattate sulle gemme, sui germogli di ramo e sullo sbocciare dei fiori.

Nei primi pannelli sono presenti con i germogli dei rami, i fiori del vento: quelle infiorescenze che sono già composte di fiori propriamente detti, in quanto proteggono gli ovuli in una camera, ma non hanno petali colorati o profumi percepibili all’uomo.

Le piante sono apparse circa 345 milioni di anni fa, accanto a loro erano già presenti popolazioni di libellule, scorpioni, lumache… Le piante coi fiori insieme agli insetti impollinatori, hanno cominciato ad apparire solo 180 milioni di anni fa , comunque, milioni di anni prima della comparsa dell’uomo… Ma anche poche istantanee mostrano la ricchezza dei modelli di crescita e forma, la variabilità dei tessuti e la loro efficienza, il pluralismo dei comportamenti e delle strategie di vita.

La mostra è  composta da 18 pannelli 70X100 rigidi da appendere con ganci e catenelle. Il testo in bianco è un racconto e il testo rosso una digressione specifica per il pannello. La mostra funziona anche con un numero inferiore di pannelli perchè ogni pannello ha una sua autonomia.    Disponibile per le scuole una versione a “presentazione a video”   

  

INCONTRO CON GLI ALBERI DI CITTA’: un offerta di Esplorazione e Laboratorio in classe per l’anno scolastico 2016/17 a Modena

La proposta è rivolta attraverso il MEMO, al secondo ciclo della Scuola Primaria e alla scuola Secondaria inferiore

(affinché le bambine e i bambini possano di nuovo arrampicarsi sugli alberi come il piccolo Cosimo conte di Rondò)

Si rivolge alle ragazze e ai ragazzi del secondo ciclo della primaria e secondaria inferiore.

Avete idea di come funziona la vita negli alberi? Avete visto come il tempo li cambia? Avete idea di cosa sentono e cosa sanno di ciò che li circonda? Continua a leggere

La fioritura del corniolo al parco Pan, a Freto di Modena

Riatagli di sole prima della primavera

Si parla molto in questi mesi di “inverno saltato”, clima troppo caldo, ma dopo un inverno dal sapore di autunno e senza pioggia, ora abbondano le piogge, i cieli grigi e le gemme gonfiano e i fiori si aprono nei “ritagli di sole”

Dopo il nocciolo, ecco la fioritura del CORNIOLO mentre si prepara a fiorire il Prunus cerasus

Cornus mas, corniolo- fiorito in questi giorni al Parco Pan

Cornus mas, corniolo- fiorito in questi giorni al Parco Pan

Didattica: alberi al museo 2

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Sarà veramente possibile presso il Museo della Bilancia di Campogalliano, vedere da vicino lo “sbocciare degli alberi in primavera”.  Verranno presentati i modellli di germoglio recuperati sui diversi alberi, montati a mo’ di ikebana su patata (come mostra la foto sopra)

saranno mostrati i germogli di

Frassino, olmo, pioppo bianco o gattice, pioppo nero, prunus, magnolia obovata, acero campestre, fico domestico, ontano, pino, quercia o nocciolo o noce, carpino, ippocastano, albero di giuda…(da definire)

Coi germogli vegetali gli alberi ci mostreranno come crescono, con le infiorescenze e i fiori ci diranno come si riproducono, queste manifestazioni mostreranno e dimostreranno anche il campo di relazioni e interazioni che gli alberi sanno intrattenere con l’ambiente esterno e con gli altri esseri viventi (insetti, uccelli, altri animali, umani).

Inoltre a partire da questa scoperta e avvicinamento alle gemme potremo cominciare a riconoscere gli alberi dei nostri parchi e dei nostri giardini  a prima vista e potremo continuare a seguirli  nel paese quando gli alberi si esprimeranno appieno,  nella tarda primavera e nelle stagioni successive. Saranno tracciati percorsi a uso delle scuole o dei visitatori del  museo per individuare esemplari di piante e siepi in paese, nelle campagne circostanti, nel parco delle casse di espansione.

Didattica: alberi al museo “Reclamo che il mio peso venga valutato in radici”

Il titolo dell’artico è una citazione dal libro di Tiziano Fratus preso in considerazione per via del termine peso, ma stavolta è del peso dei germogli che si parla

A proposito di peso: dalla gemma di un ippocastano al ramo disteso che incremento di peso?

in quanto tempo?

Altri possibili titoli:

Primavera in germoglio

Il peso dei fiori

Gli alberi sbocciano

Segnali di vita

La rinascita di primavera

Come un’ape, come una farfalla volo sui germogli d’albero per succhiare le profumate resine, per nutrirmi di polline e nettare, per dissetarmi nelle gocce di rugiada o nelle brocche di acqua piovana, lo spettacolo della primavera è un banchetto festoso per insetti, ma non solo, è una festa di colori, aromi, profumi, belle forme..

dal 25 marzo al 25 aprile
Raccolta e fotografia dei germogli in modello-ritratto-bonsai,  a cura di un fotografo del museo

Consiste nel prelevare germogli e montarli su piedistallo (tipo patata o sezione di patata) composti in ritratto tutti alla stessa distanza per una comparazione scientifica corredata di misure e data di prelevamento e descrizione botanica semplice

Potremmo scegliere 20 alberi comuni nel nostro paesaggio (autoctoni o di importazione antica e buon adattamento; 15 specie) e 5 alberi con fioriture pregiate scelte comunemente per i nostri giardini.

Nelle settimane di apertura del museo un tavolo lungo presenta i germogli in un allestimento tipo “ikebana” Di alcuni di questi tramite fotografia o immagini vengono  mostrate  le loro velocissime metamorfosi

Alcune curiosità connotano piccoli racconti o libri per l’infanzia  in tema

potendo anche costituirsi in laboratori

Pannelli sulle stagioni degli alberi (portamento invernale, germoglio vegetale,  germoglio a fiore o misto, metamorfosi fiore e frutto, veste autunnale potrebbero aiutare la lettura della metamorfosi

in più : visita alla quercia d’oro previta dal 15 aprile al primo maggio per scoprire perchè la quercia di via per Rubiera è una quercia d’oro.

Le stagioni del tiglio

Dopo la nevicata di febbraio una brutta sorpresa alla Fattoria Centofiori: come si sono sfamate le lepri.

Al secondo appuntamento di bimbalbero (27 novembre 2011), in cui abbiamo incontrato le famiglie adottive  degli alberi dei nati 2010 e altre famiglie con  figli di età varia  desiderosi di conoscere gli alberi, abbiamo festeggiato gli alberi  mettendo nuove piantine ( per la verità di alberi molto  giovani) nel prato  di entrata a sinistra. La neve di febbraio alta circa  cinquanta centimetri  ha reso difficile la vita e il cibo alle lepri e purtroppo le nostre amiche in difficoltà,  si sono mangiati i rametti giovani che emergevano dal livello della neve e le nostre povere piante sono state tutte masticate.. Povere loro e povere le lepri…! Hanno anche rosicchiato i fusti degli alberi da frutta ben più forti, ho visto una ginestra tutta masticata…. Per un altro anno , se dovesse risuccedere sarebbe auspicabile mettersi d’accordo per portare cibo alle lepri e agli ungulati, come tutti noi abbiamo fatto a casa nostra coi pettirossi, i passeri, le cincie e i merli  e le gazze..

Quanto a noi riprogrammeremo un altra piantumazione!

Il terzo appuntamento era previsto per il 19 aprile, ma è stato rimandato  per il cattivo tempo.

Ci rivedremo, bel tempo permettendo il 1 Aprile !