Cinque poesie incise in un tronco di Tiziano Fratus

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Cinque poesie incise in un tronco
4. °Il tempo del legno°
…..
Ho atteso il tempo del legno,
per chiedere permesso a Dio
– colui o colei che non ha nome e non ha forma –
qui dove ha saputo tollerare le mani di vecchio
che hanno rimosso la storia delle stagioni.
Sono precipitato dentro la conta del bosco,
ho seduto e ho tastato, ho ammirato
il bambino che non sono stato.
– Chi sei ? ho chiesto
– Sono il sole che nessuno vede, ha risposto.
Ho socchiuso gli occhi, pregato me stesso
di non pensare più a niente, di centrare il mare del vuoto.
Non ho vestito l’anima di pace, che non è spuntata.
Ho solo percepito il terrore della materia
annidata, cerchio su cerchio, un anno dopo l’altro.
– Quanto siamo deboli, ha detto
– Ed io che ti credevo pronto alla roccia
– No, caro uomo, nemmeno la roccia sogna serena
…..
© Tiziano Fratus

FESTA DEGLI ALBERI:Come l’albero si avvantaggia della morte. Fisiologia in prosa letteraria di Ritadeglialberi

Inverno 2015

(Testo per un progetto fotografico su Villa Sorra)

L’ albero si avvantaggia della morte

quando uccide deliberatamente i suoi tessuti

che devono funzionare da vasi

portanti l’acqua.

Quando uccide buona parte dei suoi tessuti interni che portavano linfa,

per farsi uno scheletro.

Quando uccide una parte dei tessuti più esterni per farsi uno scrigno

dei suoi frutti o semi.

Tessuti morti che servono alla vita

e morti si aprono all’ultimo momento prima di cadere a terra

o si faranno rompere con un aiuto da un altra specie

Ancora tutto è unito nell’albero

e noi, del suo futuro

già nella sua memoria

 

 

 

Scrivere ogni giorno di fiori, giardino, uccelli e piccole cose….

se non scrivo, non ho avuto tempo di soffermarmi un attimo a meditare il giardino.

A volte devo ammettere, preferisco pensarlo e meditarlo, piuttosto che coltivarlo…mmm

Ma avere  quotidianamente un momento per soffermarsi sul giardino o sul pettirosso,

o avvistare un picchio,

è una gradevole distrazione dagli affari umani e sociali, molto molto tristi  di questi tempi.

Il tempo meteorologico ci dà molto da pensare, ma con che tranquillità e silenzio le piante tornano a fiorire e i frutti e poi  i colori,

e la poiana che sta sempre su  quel palo alla stessa ora,

tutto torna,  o varia di poco e mi consola .

E il silenzio o le voci discrete degli uccelli sono un riposo dal gracchiare televisivo .

Si può tornare a casa ogni tanto? Siamo davvero in grado di vivere soli, tra noi umani soltanto,

soli nei nostri nidi sospesi, nell’aria delle nostre parole, delle nostre menti, delle nostre mercanzie?

C’è un rifugio che non è fuggire, ma tornare  a casa!

Dalla nostra vera e accogliente madre

Alla nostra sorgente

8 Giugno Brillanti sulle foglie

La siepe dietro casa ha ricevuto il fidanzamento dal sole:

su ogni foglia leggermente inclinata,

sulla punta di ogni foglia leggermente a conca, una goccia d’acqua

e dentro ogni goccia un riflesso

della luce

del sole del mattino

é piovuto in marzo, in aprile, tutto maggio e anche in questi giorni di giugno

che si scaldano andando verso l’estate,

siamo come in India i Monsoni

che io mi immagino così.