Scrivere ogni giorno di fiori, giardino, uccelli e piccole cose….

se non scrivo, non ho avuto tempo di soffermarmi un attimo a meditare il giardino.

A volte devo ammettere, preferisco pensarlo e meditarlo, piuttosto che coltivarlo…mmm

Ma avere  quotidianamente un momento per soffermarsi sul giardino o sul pettirosso,

o avvistare un picchio,

è una gradevole distrazione dagli affari umani e sociali, molto molto tristi  di questi tempi.

Il tempo meteorologico ci dà molto da pensare, ma con che tranquillità e silenzio le piante tornano a fiorire e i frutti e poi  i colori,

e la poiana che sta sempre su  quel palo alla stessa ora,

tutto torna,  o varia di poco e mi consola .

E il silenzio o le voci discrete degli uccelli sono un riposo dal gracchiare televisivo .

Si può tornare a casa ogni tanto? Siamo davvero in grado di vivere soli, tra noi umani soltanto,

soli nei nostri nidi sospesi, nell’aria delle nostre parole, delle nostre menti, delle nostre mercanzie?

C’è un rifugio che non è fuggire, ma tornare  a casa!

Dalla nostra vera e accogliente madre

Alla nostra sorgente

8 Giugno Brillanti sulle foglie

La siepe dietro casa ha ricevuto il fidanzamento dal sole:

su ogni foglia leggermente inclinata,

sulla punta di ogni foglia leggermente a conca, una goccia d’acqua

e dentro ogni goccia un riflesso

della luce

del sole del mattino

é piovuto in marzo, in aprile, tutto maggio e anche in questi giorni di giugno

che si scaldano andando verso l’estate,

siamo come in India i Monsoni

che io mi immagino così.

una poesia sulla cipolla di una grande poetessa

La cipolla

La cipolla è un’ altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità
Cipolluta di fuori,
Cipollosa fino al cuore,
Potrebbe guardarsi dentro
Senza provare timore.

In noi ignoto e selve
Di pelle appena coperti,
Interni d’inferno,
Violenta anatomia,
Ma nella cipolla “cipolla”
Non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
Fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
Riuscita è la cipolla.
Nell’ una ecco sta l’ altra,
Nella maggiore la minore,
Nella seguente la successiva,
Cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un ‘ eco in coro composta.

La cipolla , d’ accordo:
Il più ventre del mondo.
A propria lode di aureole
Da sé si avvolge in tondo.
In noi  grasso, nervi, vene,
Muchi e secrezione.
E a noi resta negata
L’ idiozia della perfezione

Questa poesia è di Wislawa Szymborska, poetessa polacca pubblicata in italia da Adelphi